domenica 7 agosto 2016

CLAUDIO FIORENTINI: "RIFLESSIONE SUL 6 AGOSTO"


Claudio Fiorentini, collaboratore di Lèucade

Il 6 agosto di 71 anni fa, a guerra finita, gli occidentali salutarono con il segno di vittoria quello che forse fu il peggiore dei crimini contro l'umanità. Da allora non si può dire che abbiamo avuto pace. Certo, si è tentato di costruire l'Europa, un sogno e un ideale meravigliosi. Ma fuori dall'Europa, dagli US, dalle Nazioni ben alimentate, cosa succedeva? Guerre di cui non si è parlato molto perché ci riguardavano poco. Eppure il nostro PIL (e, in parte, il nostro benessere), oltre che dallo sfruttamento di territori (spesso non nostri), dipende dalla progettazione, costruzione e vendita delle armi... E allora, mi chiedo, come possiamo parlare di pace? Si dovrebbe partire da un profondo esame di coscienza, credo, e poi da un autentico rifiuto della guerra in tutte le sue forme... i pazzi esisteranno sempre, ma se non gli diamo pretesti per far del male, forse saranno isolati. Non parlo di religione, parlo di pazzia, e di questa pazzia furono malati anche quelli che, con un bacio a "little boy", approvarono e portarono a termine il piano che portò sui cieli del Giappone l'Enola Gay, un gigante battezzato con il nome della mamma del suo comandate e pilota. E ancor più pazzi furono quelli che non impararono la lezione e decisero guerre a tavolino per risanare il PIL, fregandosene delle conseguenze, e ben sapendo che i loro militari, spesso, si divertivano a giocare con un videogame, forse inconsapevoli del fatto che le bombe e i proiettili erano veri. Del resto, si sa, un soldato deve obbedire anche se uccide uomini come birilli. 
Finché al mondo ci saranno dei pazzi che porteranno avanti queste strategie, ci sarà una controparte più subdola, intangibile quasi, che seguirà l'esempio del più forte e, incapace di prendere di mira i grandi pazzi, rovinerà la vita a molti innocenti e giustificherà frontiere, disgregazione, isolamento, muri e filo spinato. Noi non dobbiamo cedere, non dobbiamo cadere nelle trame tracciate dalla nostra storia malata. Il razzismo non deve vincere, l'odio non deve governarci, nonostante l'economia non sia fatta di pace (ma di armamenti, petrolio, ricerca del benessere...)...
E se ci chiediamo "come si fa, visto quello che succede?" insistiamo, cerchiamo la nostra via, ribelliamoci alle basi della storia del mondo che sono crudeli e sanguinarie... dobbiamo farlo, dobbiamo scrivere a chiare lettere che l'amore e la tolleranza sono valori inalienabili, e affinché lo siano devono essere praticati con costanza e convinzione da tutti.