mercoledì 8 novembre 2017

N. PARDINI LEGGE: "SENTIERI DISTANTI" DI PASQUALE MARINELLI

La poesia ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria alla VII^ edizione del Premio Letterario "Scriviamo insieme" di Roma. E' una lirica che tratta il tema dell'anoressia: una tragica vicenda che il poeta ha voluto raccontare in prima persona, come se fosse accaduta a se stesso.

Un attualissimo e quanto mai sentito problema che sempre più ha preso piede in questa nostra società fatta di immagine. Il poeta con un forte impatto emotivo, come se vivesse in prima persona il dramma dell’anoressia, consegna a versi di alta valenza esplicativa tutto il suo sentire senza mai cadere nei trabucchi di un sentimentalismo becero e scontato. La versificazione si distende su uno spartito vario e articolato, fatto di diverse misure metriche, libere e sbrigliate, quasi a seguire i moti di un’anima in preda a input che chiedono di uscire con tutta la loro potenza icastica. Sentieri, nebbia, vicini, insieme, alba, ricordo, compagna, rughe, volto adulto, preservarti, petali di rose, fanciulla magra e rannicchiata, l’anoressia, consumava, giorno dopo giorno:

inseguendo
la morte che tutto acquieta,
se non l’anima mia
che disperata vaga.

Un andamento di termini corposi e visivi, zeppi di pathos;  un climax di verticale intrusione emotiva, che, ricorrendo a iuncturae di metaforico sussulto (Lasciare che la nave/ dei sentimenti/ ormeggiasse sulle rive /del tuo cuore), ci acchiappa concedendosi a versi che a volte contrastano, per la loro eufonia, con la drammaticità del tema: un’amica che soffre e strugge; una ragazza che, spegnendosi nella quietezza della morte, punge l’anima del  poeta che disperata vaga. 

Nazario Pardini




Sentieri distanti (il tempo del rimorso)

Distanti sono i nostri sentieri
eppure aliti appannati, nascosti
nella fitta nebbia del mattino,
mi appaiono vicini. Come fossimo
ancora insieme a passeggiare,
in mezzo a strade deserte,
alle prime luci dell’alba.

Così ti ricordo,
compagna di un tratto della mia vita,
che mi sussulti nel cuore,
nel gemito da lacrime segnato,
rivoli salati che bagnano
le rughe tracciate in un volto adulto.

 Ah! Il tempo ti illude
con l’incedere di lancette
che attraversano il cerchio
della vita e si posano
sulle stanche membra.

Avrei dovuto presevarti,
in mezzo a petali di rose
sparse su un candido letto.
Lasciare che la nave
dei sentimenti
ormeggiasse sulle rive
del tuo cuore (cristallo puro),
 oracolo di un amore eterno.

Pallida ti salutai, quel volto
di cera nascosto da fitta chioma,
 fanciulla magra e rannicchiata,
che l’anoressia consumava
giorno dopo giorno, inseguendo
la morte che tutto acquieta,
se non l’anima mia
che disperata vaga.

1 commento:

  1. Ringrazio il Prof. Pardini per aver voluto dedicare il suo tempo prezioso e la sua sempre acuta analisi a questa lirica che, come ben evidenziato dal Nostro, ha suscitato in me un forte impatto emotivo, nel trattare un tema, quello dell'anoressia, che rappresenta una drammatica realtà in questa società postmoderna, sempre più ancora alla vacuità dei valori umani e morali che la sorreggono

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